{"id":8361,"date":"2025-06-27T10:16:53","date_gmt":"2025-06-27T08:16:53","guid":{"rendered":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/?p=8361"},"modified":"2025-06-27T11:44:22","modified_gmt":"2025-06-27T09:44:22","slug":"alla-scoperta-museo-vincenzo-vela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/?p=8361","title":{"rendered":"Il Museo Vincenzo Vela"},"content":{"rendered":"<h2>Vela dopo il 1867, anno del rientro nel Mendrisiotto<\/h2>\n<p>Ritornato definitivamente a Ligornetto nel 1867, Vincenzo Vela affianc\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 artistica a un operoso impegno politico e sociale a favore dei propri concittadini e delle fasce pi\u00f9 sfavorite della popolazione ticinese. Fedele al suo credo di essere anzitutto cittadino svizzero prima ancora che artista, lo scultore fu deputato al Gran Consiglio dal 1877 al 1881 e membro del Consiglio cantonale di pubblica educazione dal 1862 al 1877, in seno al quale si spese soprattutto per il rafforzamento delle scuole di disegno. Sempre in ambito educativo, Vela lott\u00f2 in prima persona, purtroppo invano, per l\u2019istituzione di una scuola di belle arti in Ticino. Convinto repubblicano, \u00abinformato a principii liberali\u00bb, non manc\u00f2 mai di affermare i suoi ideali politici. Membro di numerose societ\u00e0 di mutuo soccorso, grazie alla sua munificenza, che si manifest\u00f2 anche dopo la morte attraverso il lascito di Spartaco, Ligornetto pot\u00e9 migliorare le proprie infrastrutture pubbliche. Con il rilievo delle Vittime del lavoro, liberamente realizzato nel 1882 e ispirato ai caduti sul cantiere della galleria ferroviaria del San Gottardo, Vela scrisse il manifesto delle istanze sociali e umanitarie. L\u2019opzione di Vincenzo Vela a sostegno dei pi\u00f9 sfavoriti ci ricorda un altro filantropo da lui effigiato, il conte Alfonso Turconi, il cui lascito permise la fondazione a Mendrisio di quello che divent\u00f2 l\u2019Ospedale della Beata Vergine, oggi sede dell\u2019Accademia di architettura, accanto alla quale sorge il Teatro dell\u2019architettura.<\/p>\n<h2>Villa Vela nella Campagnadorna di met\u00e0<br \/>\nOttocento<\/h2>\n<p>Tra il 1862 e il 1866, su un vasto appezzamento collinare a nord di un villaggio rurale, vide la luce un\u2019imponente villa edificata dall\u2019architetto Isidoro Spinelli di Sagno su disegno di Cipriano Ajmetti, architetto dei Duchi di Genova. Dimora della famiglia Vela, ma anche atelier dello scultore e galleria dei suoi gessi, nella Campagnadorna di met\u00e0 Ottocento il signorile edificio \u2013 che si merit\u00f2 presto il titolo di \u00abPantheon Vela\u00bb \u2013 poteva incutere deferenza e soggezione. In realt\u00e0 lo scultore divideva fraternamente la casa e la mensa con quanti ne avevano bisogno, e non \u00e8 un caso che alla sua morte, attraverso il lascito di Spartaco, la villa divenne il primo museo pubblico del Ticino (1896). Genio delle arti ma di umili origini contadine, Vela non disdegnava il lavoro della terra che lo avvicinava cos\u00ec alla maggioranza dei suoi concittadini, tanto che, ancora residente a Torino, scriveva in una lettera dal soggiorno autunnale a Ligornetto che \u00abin questi due mesi di vacanza io non sono pi\u00f9 artista ma bens\u00ec campagnolo e cacciatore\u00bb, geloso dei suoi segugi, per i quali nutriva una passione smisurata. A Rancate, dove oggi sorge la Pinacoteca cantonale Giovanni Zu\u0308st, Vela possedeva una cantina in cui conservava un \u00abnettare\u00bb che spesso amava condividere con amici e colleghi. E in questo quadro sostanzialmente idilliaco non manca una pagina di cronaca nera, quando, nella notte del 6 marzo 1867, mani ignote esplosero a scopo intimidatorio due colpi di carabina contro la villa. Forse un avvertimento, ma i cui moventi rimasero sconosciuti.<\/p>\n<h2>La tradizione scultorea del Mendrisiotto e le cave di marmo<\/h2>\n<p>Arzo, Besazio, Viggi\u00f9: localit\u00e0 a cavallo del confine e vicine a Ligornetto, conosciute per le loro cave e le diverse qualit\u00e0 di pietre. Perci\u00f2 terre di scalpellini, ornatisti e scultori che, dopo aver esercitato l\u2019arte muratoria spesso all\u2019estero, lasciavano in patria eloquenti tracce della loro maestria. Tra questi ricordiamo almeno Apollonio Pessina, per quasi un quarantennio curatore del nostro Museo. Anche Vincenzo Vela, ancora bambino, fu avviato alla professione di scalpellino nelle vicine cave e, attorno al 1834, raggiunse il fratello maggiore Lorenzo, scultore d\u2019ornato, a Milano per proseguire l\u2019apprendistato presso il cantiere del Duomo. \u00c8 in questo 2 contesto e da queste umili origini che nasce il genio artistico dello scultore e che trov\u00f2 poi nutrimento nell\u2019antica tradizione culturale italiana. La sua gipsoteca certamente spicca rispetto alle pi\u00f9 modeste e appartate testimonianze della precedente e coeva tradizione scultorea. Presenza forse autocelebrativa, ma in realt\u00e0 ospitale luogo di arricchimento spirituale e di formazione, avendola sin dall\u2019inizio destinata alla pubblica fruizione, poi confermata attraverso il lascito alla Confederazione svizzera con l\u2019impegno a crearne un museo o una scuola d\u2019arte. Tra le opere della gipsoteca troviamo l\u2019Ecce Homo, una replica marmorea del quale veglia sulle spoglie mortali di Vela nel cimitero di Ligornetto. Il monumento, eretto dal figlio Spartaco e da alcuni ex allievi del Maestro, \u00e8 stato restaurato in occasione del bicentenario della nascita dell\u2019artista grazie al cospicuo sostegno della Citt\u00e0 di Mendrisio. Mendrisio dove trova sede il Museo d\u2019arte cittadino.<\/p>\n<h2>Il confine che ha segnato la storia del Mendrisiotto e di Vincenzo Vela<\/h2>\n<p>Ligornetto sorge a pochi passi dalla frontiera con l\u2019Italia. Come spesso accade, il confine fu pi\u00f9 spesso punto d\u2019incontri e di scambi che non linea divisoria. Per Vincenzo Vela la frontiera non fu certo un discrimine: cittadino e artista, patriota svizzero \u2013 per la sua fede repubblicana e liberale che lo vide al fronte nella guerra del Sonderbund \u2013 e italiano con la sua volontaria partecipazione ai moti risorgimentali e, ovviamente, per l\u2019ispirazione artistica. Ed \u00e8 lo stesso scultore a dichiarare che il confine non era per lui una barriera: \u00abI miei principi in politica sono mondiali, e prender\u00f2 sempre parte per quel popolo che cerca la sua indipendenza dallo straniero, e che tenta di avanzare nella via della libert\u00e0 e del progresso\u2026\u00bb. Non per nulla il salone centrale della sua villa raccoglie su suolo elvetico la storia dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Parlare di confine nel Mendrisiotto non pu\u00f2 che condurci a Chiasso, porta meridionale della \u00abvia delle genti\u00bb, dove troviamo il m.a.x. museo, ispirato a un altro artista che visse il confine come luogo di incontro e di scambio: lo zughese Max Huber. Per concludere con un tocco di spensieratezza, si narra che in un roccolo di sua propriet\u00e0 Vela amasse ritirarsi a trascorrere qualche ora di riposo e a uccellare indisturbato, pratica venatoria proibita in Svizzera ma non in Italia. Infatti per pochi metri il roccolo sorgeva in territorio italiano ma ancora al di qua della rete daziaria\u2026 Un sotterfugio veniale per le autorit\u00e0 del Regno che, forse, chiudevano un occhio, memori dell\u2019impegno di Vela nelle lotte risorgimentali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vela dopo il 1867, anno del rientro nel Mendrisiotto Ritornato definitivamente a Ligornetto nel 1867, Vincenzo Vela affianc\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 artistica a un operoso impegno politico e sociale a favore dei propri concittadini e delle fasce pi\u00f9 sfavorite della popolazione ticinese. 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A Rancate, dove oggi sorge la Pinacoteca cantonale Giovanni Zu\u0308st, Vela possedeva una cantina in cui conservava un \u00abnettare\u00bb che spesso amava condividere con amici e colleghi. E in questo quadro sostanzialmente idilliaco non manca una pagina di cronaca nera, quando, nella notte del 6 marzo 1867, mani ignote esplosero a scopo intimidatorio due colpi di carabina contro la villa. Forse un avvertimento, ma i cui moventi rimasero sconosciuti.\\r\\nLa tradizione scultorea del Mendrisiotto e le cave di marmo\\r\\nArzo, Besazio, Viggi\u00f9: localit\u00e0 a cavallo del confine e vicine a Ligornetto, conosciute per le loro cave e le diverse qualit\u00e0 di pietre. Perci\u00f2 terre di scalpellini, ornatisti e scultori che, dopo aver esercitato l\u2019arte muratoria spesso all\u2019estero, lasciavano in patria eloquenti tracce della loro maestria. Tra questi ricordiamo almeno Apollonio Pessina, per quasi un quarantennio curatore del nostro Museo. Anche Vincenzo Vela, ancora bambino, fu avviato alla professione di scalpellino nelle vicine cave e, attorno al 1834, raggiunse il fratello maggiore Lorenzo, scultore d\u2019ornato, a Milano per proseguire l\u2019apprendistato presso il cantiere del Duomo. \u00c8 in questo 2 contesto e da queste umili origini che nasce il genio artistico dello scultore e che trov\u00f2 poi nutrimento nell\u2019antica tradizione culturale italiana. La sua gipsoteca certamente spicca rispetto alle pi\u00f9 modeste e appartate testimonianze della precedente e coeva tradizione scultorea. Presenza forse autocelebrativa, ma in realt\u00e0 ospitale luogo di arricchimento spirituale e di formazione, avendola sin dall\u2019inizio destinata alla pubblica fruizione, poi confermata attraverso il lascito alla Confederazione svizzera con l\u2019impegno a crearne un museo o una scuola d\u2019arte. Tra le opere della gipsoteca troviamo l\u2019Ecce Homo, una replica marmorea del quale veglia sulle spoglie mortali di Vela nel cimitero di Ligornetto. Il monumento, eretto dal figlio Spartaco e da alcuni ex allievi del Maestro, \u00e8 stato restaurato in occasione del bicentenario della nascita dell\u2019artista grazie al cospicuo sostegno della Citt\u00e0 di Mendrisio. Mendrisio dove trova sede il Museo d\u2019arte cittadino.\\r\\nIl confine che ha segnato la storia del Mendrisiotto e di Vincenzo Vela\\r\\nLigornetto sorge a pochi passi dalla frontiera con l\u2019Italia. Come spesso accade, il confine fu pi\u00f9 spesso punto d\u2019incontri e di scambi che non linea divisoria. Per Vincenzo Vela la frontiera non fu certo un discrimine: cittadino e artista, patriota svizzero \u2013 per la sua fede repubblicana e liberale che lo vide al fronte nella guerra del Sonderbund \u2013 e italiano con la sua volontaria partecipazione ai moti risorgimentali e, ovviamente, per l\u2019ispirazione artistica. Ed \u00e8 lo stesso scultore a dichiarare che il confine non era per lui una barriera: \u00abI miei principi in politica sono mondiali, e prender\u00f2 sempre parte per quel popolo che cerca la sua indipendenza dallo straniero, e che tenta di avanzare nella via della libert\u00e0 e del progresso\u2026\u00bb. Non per nulla il salone centrale della sua villa raccoglie su suolo elvetico la storia dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Parlare di confine nel Mendrisiotto non pu\u00f2 che condurci a Chiasso, porta meridionale della \u00abvia delle genti\u00bb, dove troviamo il m.a.x. museo, ispirato a un altro artista che visse il confine come luogo di incontro e di scambio: lo zughese Max Huber. Per concludere con un tocco di spensieratezza, si narra che in un roccolo di sua propriet\u00e0 Vela amasse ritirarsi a trascorrere qualche ora di riposo e a uccellare indisturbato, pratica venatoria proibita in Svizzera ma non in Italia. Infatti per pochi metri il roccolo sorgeva in territorio italiano ma ancora al di qua della rete daziaria\u2026 Un sotterfugio veniale per le autorit\u00e0 del Regno che, forse, chiudevano un occhio, memori dell\u2019impegno di Vela nelle lotte risorgimentali.\",\"offers\":{\"@type\":\"Offer\"}},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/alla-scoperta-museo-vincenzo-vela\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/06\\\/selezione-rete-MAM-041-copia-1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/06\\\/selezione-rete-MAM-041-copia-1.jpg\",\"width\":900,\"height\":415},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/alla-scoperta-museo-vincenzo-vela\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il Museo Vincenzo Vela\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/\",\"name\":\"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto\",\"description\":\"La rete dei Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto (MAM) si propone di rafforzare la visibilit\u00e0, promuovere la conoscenza dei musei del Mendrisiotto\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/#organization\",\"name\":\"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto\",\"url\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/06\\\/logo_mam.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/06\\\/logo_mam.png\",\"width\":350,\"height\":250,\"caption\":\"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/75f1c6daa688621a1f92baf5306a2964\",\"name\":\"rebecca.maspoli\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"rebecca.maspoli\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il Museo Vincenzo Vela","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/alla-scoperta-museo-vincenzo-vela\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il Museo Vincenzo Vela","og_description":"Vela dopo il 1867, anno del rientro nel Mendrisiotto Ritornato definitivamente a Ligornetto nel 1867, Vincenzo Vela affianc\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 artistica a un operoso impegno politico e sociale a favore dei propri concittadini e delle fasce pi\u00f9 sfavorite della popolazione ticinese. 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Fedele al suo credo di essere anzitutto cittadino svizzero prima ancora che artista, lo scultore fu deputato al Gran Consiglio dal 1877 al 1881 e membro del Consiglio cantonale di pubblica educazione dal 1862 al 1877, in seno al quale si spese soprattutto per il rafforzamento delle scuole di disegno. Sempre in ambito educativo, Vela lott\u00f2 in prima persona, purtroppo invano, per l\u2019istituzione di una scuola di belle arti in Ticino. Convinto repubblicano, \u00abinformato a principii liberali\u00bb, non manc\u00f2 mai di affermare i suoi ideali politici. Membro di numerose societ\u00e0 di mutuo soccorso, grazie alla sua munificenza, che si manifest\u00f2 anche dopo la morte attraverso il lascito di Spartaco, Ligornetto pot\u00e9 migliorare le proprie infrastrutture pubbliche. Con il rilievo delle Vittime del lavoro, liberamente realizzato nel 1882 e ispirato ai caduti sul cantiere della galleria ferroviaria del San Gottardo, Vela scrisse il manifesto delle istanze sociali e umanitarie. L\u2019opzione di Vincenzo Vela a sostegno dei pi\u00f9 sfavoriti ci ricorda un altro filantropo da lui effigiato, il conte Alfonso Turconi, il cui lascito permise la fondazione a Mendrisio di quello che divent\u00f2 l\u2019Ospedale della Beata Vergine, oggi sede dell\u2019Accademia di architettura, accanto alla quale sorge il Teatro dell\u2019architettura.\r\nVilla Vela nella Campagnadorna di met\u00e0\r\nOttocento\r\nTra il 1862 e il 1866, su un vasto appezzamento collinare a nord di un villaggio rurale, vide la luce un\u2019imponente villa edificata dall\u2019architetto Isidoro Spinelli di Sagno su disegno di Cipriano Ajmetti, architetto dei Duchi di Genova. Dimora della famiglia Vela, ma anche atelier dello scultore e galleria dei suoi gessi, nella Campagnadorna di met\u00e0 Ottocento il signorile edificio \u2013 che si merit\u00f2 presto il titolo di \u00abPantheon Vela\u00bb \u2013 poteva incutere deferenza e soggezione. In realt\u00e0 lo scultore divideva fraternamente la casa e la mensa con quanti ne avevano bisogno, e non \u00e8 un caso che alla sua morte, attraverso il lascito di Spartaco, la villa divenne il primo museo pubblico del Ticino (1896). Genio delle arti ma di umili origini contadine, Vela non disdegnava il lavoro della terra che lo avvicinava cos\u00ec alla maggioranza dei suoi concittadini, tanto che, ancora residente a Torino, scriveva in una lettera dal soggiorno autunnale a Ligornetto che \u00abin questi due mesi di vacanza io non sono pi\u00f9 artista ma bens\u00ec campagnolo e cacciatore\u00bb, geloso dei suoi segugi, per i quali nutriva una passione smisurata. A Rancate, dove oggi sorge la Pinacoteca cantonale Giovanni Zu\u0308st, Vela possedeva una cantina in cui conservava un \u00abnettare\u00bb che spesso amava condividere con amici e colleghi. E in questo quadro sostanzialmente idilliaco non manca una pagina di cronaca nera, quando, nella notte del 6 marzo 1867, mani ignote esplosero a scopo intimidatorio due colpi di carabina contro la villa. Forse un avvertimento, ma i cui moventi rimasero sconosciuti.\r\nLa tradizione scultorea del Mendrisiotto e le cave di marmo\r\nArzo, Besazio, Viggi\u00f9: localit\u00e0 a cavallo del confine e vicine a Ligornetto, conosciute per le loro cave e le diverse qualit\u00e0 di pietre. Perci\u00f2 terre di scalpellini, ornatisti e scultori che, dopo aver esercitato l\u2019arte muratoria spesso all\u2019estero, lasciavano in patria eloquenti tracce della loro maestria. Tra questi ricordiamo almeno Apollonio Pessina, per quasi un quarantennio curatore del nostro Museo. Anche Vincenzo Vela, ancora bambino, fu avviato alla professione di scalpellino nelle vicine cave e, attorno al 1834, raggiunse il fratello maggiore Lorenzo, scultore d\u2019ornato, a Milano per proseguire l\u2019apprendistato presso il cantiere del Duomo. \u00c8 in questo 2 contesto e da queste umili origini che nasce il genio artistico dello scultore e che trov\u00f2 poi nutrimento nell\u2019antica tradizione culturale italiana. La sua gipsoteca certamente spicca rispetto alle pi\u00f9 modeste e appartate testimonianze della precedente e coeva tradizione scultorea. Presenza forse autocelebrativa, ma in realt\u00e0 ospitale luogo di arricchimento spirituale e di formazione, avendola sin dall\u2019inizio destinata alla pubblica fruizione, poi confermata attraverso il lascito alla Confederazione svizzera con l\u2019impegno a crearne un museo o una scuola d\u2019arte. Tra le opere della gipsoteca troviamo l\u2019Ecce Homo, una replica marmorea del quale veglia sulle spoglie mortali di Vela nel cimitero di Ligornetto. Il monumento, eretto dal figlio Spartaco e da alcuni ex allievi del Maestro, \u00e8 stato restaurato in occasione del bicentenario della nascita dell\u2019artista grazie al cospicuo sostegno della Citt\u00e0 di Mendrisio. Mendrisio dove trova sede il Museo d\u2019arte cittadino.\r\nIl confine che ha segnato la storia del Mendrisiotto e di Vincenzo Vela\r\nLigornetto sorge a pochi passi dalla frontiera con l\u2019Italia. Come spesso accade, il confine fu pi\u00f9 spesso punto d\u2019incontri e di scambi che non linea divisoria. Per Vincenzo Vela la frontiera non fu certo un discrimine: cittadino e artista, patriota svizzero \u2013 per la sua fede repubblicana e liberale che lo vide al fronte nella guerra del Sonderbund \u2013 e italiano con la sua volontaria partecipazione ai moti risorgimentali e, ovviamente, per l\u2019ispirazione artistica. Ed \u00e8 lo stesso scultore a dichiarare che il confine non era per lui una barriera: \u00abI miei principi in politica sono mondiali, e prender\u00f2 sempre parte per quel popolo che cerca la sua indipendenza dallo straniero, e che tenta di avanzare nella via della libert\u00e0 e del progresso\u2026\u00bb. Non per nulla il salone centrale della sua villa raccoglie su suolo elvetico la storia dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Parlare di confine nel Mendrisiotto non pu\u00f2 che condurci a Chiasso, porta meridionale della \u00abvia delle genti\u00bb, dove troviamo il m.a.x. museo, ispirato a un altro artista che visse il confine come luogo di incontro e di scambio: lo zughese Max Huber. Per concludere con un tocco di spensieratezza, si narra che in un roccolo di sua propriet\u00e0 Vela amasse ritirarsi a trascorrere qualche ora di riposo e a uccellare indisturbato, pratica venatoria proibita in Svizzera ma non in Italia. Infatti per pochi metri il roccolo sorgeva in territorio italiano ma ancora al di qua della rete daziaria\u2026 Un sotterfugio veniale per le autorit\u00e0 del Regno che, forse, chiudevano un occhio, memori dell\u2019impegno di Vela nelle lotte risorgimentali.","offers":{"@type":"Offer"}},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/alla-scoperta-museo-vincenzo-vela\/#primaryimage","url":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/selezione-rete-MAM-041-copia-1.jpg","contentUrl":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/selezione-rete-MAM-041-copia-1.jpg","width":900,"height":415},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/alla-scoperta-museo-vincenzo-vela\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il Museo Vincenzo Vela"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/#website","url":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/","name":"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto","description":"La rete dei Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto (MAM) si propone di rafforzare la visibilit\u00e0, promuovere la conoscenza dei musei del Mendrisiotto","publisher":{"@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/#organization","name":"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto","url":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_mam.png","contentUrl":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_mam.png","width":350,"height":250,"caption":"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto"},"image":{"@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/#\/schema\/person\/75f1c6daa688621a1f92baf5306a2964","name":"rebecca.maspoli","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g","caption":"rebecca.maspoli"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8361"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8361\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8391,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8361\/revisions\/8391"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8388"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museimtest.p1.zrh01.swissbix.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}